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Intervista a Luca ‘Luque’ Battanello. Jungler del team di League of Legends

Si sente la sua presenza nella Landa quando gioca, ma soprattutto si sente la sua mancanza quando non c’è. Un ottimo avvio di stagione per Luca ‘Luque’ Battanello, 22 anni, Jungler del team di League of Legends degli inFerno eSports, che oggi ci ha concesso un po’ del suo tempo per permetterci di conoscerlo meglio.

Ciao Luca, e grazie mille per la tua disponibilità.

– Ciao, e grazie a voi!

Sei parte del team da 9 mesi e quindi, temporalmente, sei uno dei più “anziani” giocatori nel roster. Come ci si sente ad essere il più vecchio in una squadra dall’età media così bassa?

– Mi piace molto, perché con i ragazzi c’è un ottimo rapporto. Mi piace prendere la parte del leader, in particolare con i più giovani. Mi sento a mio agio in special modo con Fabio (Safari), e con Kim (Phantomles): al primo cerco di dare quanti più consigli possibili, sia per quanto riguarda il gioco che dal punto di vista della comunicazione con gli altri membri del Team, dato che è ancora molto giovane (15 anni, n.d.r). Con il ragazzo svedese invece ho un’ottima sinergia sia in partita che in SoloQ, mi intendo alla perfezione e penso che sia veramente importante che il Jungler e il Midlaner siano in perfetta sintonia per i risultati dell’intera squadra. Sono davvero felice di essermi trovato con un compagno di squadra come lui, con cui mi piace davvero giocare.

 

Parlaci un po’ di te: come hai scoperto League of Legends, e quando hai capito che saresti diventato un Pro Player?

– Ho scoperto League of Legends nel 2012, durante la Season 2, grazie al mio gruppo di amici. Dopo un po’ di tempo mi ci sono appassionato, e mi sono anche reso conto di essere più bravo della media. Dalla Season 4 all’appena terminata Season 7 ho sempre chiuso in Diamond, e da quando ho una connessione migliore ho anche toccato il Master Tier. Da circa un anno a questa parte ho deciso di provare la via del competitive, e ora faccio felicemente parte di una delle organizzazioni più importanti nel nostro paese.

Negli ultimi tempi anche in Italia si è finalmente iniziato a parlare sempre più spesso di eSports, i quali hanno iniziato a godere di un numero di appassionati in crescita e quindi di una maggiore rilevanza anche nei media tradizionali. Come è stato per te intraprendere la tua carriera eSportiva in uno scenario sostanzialmente diverso da quello di oggi, in cui spesso i videogiochi venivano denigrati?

– Le prime esperienze della mia carriera non sono state positive, sono stato contattato da altre organizzazioni con cui ho partecipato a dei try-out, ma la cosa si è sempre prolungata non più di un paio di partite. Da un po’ di tempo invece, gli inFerno ma anche gli altri team italiani di rilievo hanno costruito un Coaching Staff completo e variegato, e sempre più persone mettono le loro competenze al servizio degli eSports. Inoltre, importare giocatori e allenatori da paesi in cui gli eSports sono più evoluti può solo che far accrescere il circus italiano e il suo livello.

Parliamo di ESL Italia Championship ’17: per il momento il record degli InFerno è di 2 vittorie e 2 sconfitte. Quale è stato il momento migliore e quello peggiore, nel corso di questo torneo, finora?

– Il momento migliore è stato quando abbiamo battuto, in rimonta, il Team Forge che è il punto di riferimento nella scena italiana di LoL. Per me è stato il massimo entrare nella partita al secondo game, dopo essere stati sconfitti al primo, e contribuire a invertire il destino della serie in nostro favore. Il punto più basso invece l’abbiamo vissuto nella prima serie della stagione, contro il Team Qlash Academy: forse per l’emozione dei ragazzi che esordivano, non ci siamo espressi al meglio nonostante ci fossimo allenati davvero tanto. Da quella sconfitta abbiamo capito che dovevamo alzare il livello dei nostri allenamenti e del nostro gioco, e tutti i ragazzi hanno risposto bene, riuscendo a vincere lo stesso giorno contro i Brescia Esports.

Qual è il tuo “sogno nel cassetto”?

– Io penso che l’obiettivo debba essere quello di riportare gli inFerno lassù dove meritano, a competere con i Forge e gli altri team per il titolo di campioni nazionali. Poi chissà, un passo dopo l’altro si arriva lontano…

Ed infine, quali sono le tue aspettative per il resto della stagione?

– Trovo che nel roster attuale, che già è molto forte, ci sia un gran potenziale ancora da esprimere al massimo, perciò penso che i PlayOff prima di ESL Italia Championship e poi anche di Lega Prima siano assolutamente alla nostra portata e debbano essere l’obiettivo minimo per un’organizzazione come gli InFerno.

Grazie mille davvero Luque, ed in bocca al lupo per la partita di domani contro i 5H Games Kingdom!

– Grazie a voi, crepi il lupo e sempre #LetsGOrangeBlack!

 

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