Phantomles: il mid-laner del team

Intervista al gioiellino svedese degli inFerno

Kim ‘Phantomles’ Storm: l’intervista al new-boy dei Devils!

In Italia è già uno dei migliori Midlaner. Vista la giovane età, è probabile che ne sentiremo parlare ancora per molto tempo. Un talento su cui gli InFerno hanno puntato fin dalla prima volta in cui si sono incrociati sul Rift e che, finora, sta mantenendo le promesse. Stiamo parlando del gioiellino svedese Kim ‘Phantomles’ Storm, ragazzo davvero simpatico e #Diavolo fino al midollo!

Ciao Kim, è un piacere parlare con te oggi!

– Il piacere è tutto mio, e grazie per l’intervista!

Al momento, sei l’unico player “importato” tra i titolarissimi del nostro team di League of Legends. Come ci si sente, a 18 anni, a giocare per una squadra straniera e competere contro i migliori giocatori italiani?

– E’ una bella sensazione: i miei compagni cercano sempre di mettermi a mio agio senza escludermi, ad esempio, parlando in italiano. Ogni volta che mi unisco ad una chat con loro, passano subito al’inglese, e questo mi ha permesso di ambientarmi subito: siamo davvero una famiglia!

Permettici di conoscerti meglio, raccontandoci la tua storia e come sei giunto al punto di unirti agli InFerno eSports.

– Ho conosciuto League of Legends nella Season 2 [nel 2012, n.d.r.], quando avevo 13 anni. Due anni dopo, nella Season 4, sono riuscito ad arrivare a Master Tier, dove tuttora mi trovo nella ladder. Per quanto riguarda, invece, la mia “carriera competitive”, il mio primo team è stato quello degli Uncharted Gaming Paradox, compagine svedese con cui, nel 2016 ho esordito nelle prime fasi di Ragnarok, il torneo di Riot Games organizzato per squadre scandinave, senza però fare molta strada. Nella primavera del 2017, ho avuto una parentesi nella ESL Meisterschaft (il principale campionato tedesco di LoL) ma non mi sono trovato bene con la squadra. Poi mi ha contattato Zest [il team manager, che abbiamo intervistato all’inizio del campionato qui], sono rimasto colpito dal progetto di InFerno e ho deciso di accettare la sua proposta.

La scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di intervistare Luque (qui per l’articolo completo) che ha speso belle parole su di te, dicendosi molto felice della vostra sinergia sia nella Landa degli Evocatori che fuori.

– Assolutamente! Luque è senza alcun dubbio il miglior Jungler con cui io abbia mai giocato: formiamo una coppia assortita, in quanto lui ha uno stile molto vocale e comunicativo durante le partite, e spesso è in grado di mettermi nelle condizioni di giocare al 100%, conferendomi un vantaggio, ma anche dandomi la possibilità concreta di mantenerlo. Anche con Michele (Skel) e Cristian (Sharpie) mi diverto molto, ma in generale sono molto felice di essere un #Diavolo!

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione in corso?

– Penso che l’organizzazione si aspetti da noi la partecipazione ai Playoff di Lega Prima, oltre ovviamente alle FinalFour di EIC2017 [che si disputeranno al Torino Comics il 16 e il 17 dicembre, n.d.r]. A Torino sarà la prima volta per me su uno stage, e voglio assolutamente dare il massimo per farmi un nome tra gli addetti ai lavori.

E il tuo sogno nel cassetto?

– (ride) Ovviamente, approdare alle LCS in un modo o nell’altro. O quantomeno, dare tutto per arrivarci!

Che cosa farai una volta appesi il mouse e la tastiera al chiodo?

Mi ha sempre attratto l’idea di diventare un insegnante, magari di educazione fisica. Chissà, forse un giorno in Svezia si potrà insegnare ai ragazzini come migliorare negli eSports, ed io a curriculum non sono messo male… (ride).

Ed infine, da giocatore importato, come giudichi le dichiarazioni del presidente del CONI Giovanni Malagò, il quale ha definito il possibile ingresso alle Olimpiadi degli eSports “una barzelletta”?

– I’m triggered. Gli ultimi risultati del calcio italiano sono stati pessimi: un gruppo di vichinghi è riuscito a buttarvi fuori dal Mondiale che, in precedenza, avete vinto 4 volte. E’ chiaro che, anche in Italia, sia tempo di cambiare, ed investire sugli eSports!

Grazie mille Kim, e buona fortuna per le Final Four di Torino!

– Grazie a voi, e #LetsGOrangeBlack!

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