Le parole di Rebuffo e Bar

Ha preso il via EIC 2018, perciò abbiamo voluto intervistare due membri del nostro coaching staff di League of Legends.

Al via ESL Italia Championship 2018, parlano Rebuffo e Bar!

La fiera del fumetto più importante d’Italia, il Romics, ci ha sicuramente lasciato dei bellissimi ricordi, sia dal punto di vista delle competizioni dove abbiamo avuto una parte di protagonisti, nonostante la fortuna non sia stata propriamente dalla nostra parte, sia per i Diavoli del team di League of Legends, che per Girolamo ‘Goldenboy‘ Giordano, arrivato terzo nel torneo di FIFA 18 organizzato da eSports Academy Trophy. Ma è già il momento di passare oltre e, per i ragazzi del team di LoL, siamo già nel vivo di un nuovo, importantissimo torneo.

Giovedì 12 aprile, infatti, ha avuto il via la nuova edizione di ESL Italia Championship, competizione in cui siamo già riusciti a ben figurare in autunno, riuscendo a qualificarci per le final four del Torino Comics dello scorso dicembre. Anche questa volta ci siamo presentati con un roster assai talentuoso e caratterizzato da un’età media molto bassa, marchi di fabbrica per gli inFerno eSports. La prima partita ci ha visto scendere nella Landa degli Evocatori contro i Racoon: due squadre che hanno dimostrato, da underdog, grandi miglioramenti nelle ultime fasi di Lega Prima. Non è stato sicuramente un match giocato in maniera pulita, ma alla fine gli inFerno sono riusciti a portarsi a casa la loro prima vittoria nella competizione, grazie soprattutto ad un ottimo positioning, nelle fasi più avanzate di partita, per la Sivir di Saddy, rinominatosi per l’occasione ‘ITALIAN FORG1VEN’.

In previsione della partita di giovedì 19 aprile, in cui i Diavoli scenderanno nella Landa a combattere contro i Cyberground Gaming, che schiereranno un glorioso ex come Luque, abbiamo voluto fare due chiacchiere con l’head coach del nostro roster, Roberto ‘Rebuffo’, e il team manager Marius ‘Bar‘ Barariu.

Rebuffo e Bar, la prima domanda riguarda la vostra idea di coaching/management. Quale filosofia vi siete prefissati di seguire nel vostro lavoro qui agli inFerno eSports?

R: Quello che cerco di fare è creare, sia in game che fuori, delle consuetudini e degli schemi mentali che possano contribuire a farci ragionare come avessimo un solo cervello, connesso tra cinque giocatori sempre sulla stessa lunghezza d’onda.

B: Ho sempre cercato, nelle mie esperienze passate, di creare un microcosmo improntato all’ottimismo e al miglioramento costante. Il mio lavoro è quello di creare le migliori condizioni di lavoro sia per il coaching staff che per i giocatori. Inoltre, cerco di far sì che l’organizzazione possa disporre di ogni risorsa umana utile. Chiaramente, tutto ciò non è sempre facile da ottenere dato che le cose non vanno sempre per il verso giusto, ma non mi è mai piaciuto rinunciare e darmi per sconfitto, per cui cerco sempre di dare il massimo in ogni cosa che faccio.

Quali sono i vostri pensieri riguardo al nostro roster, e in particolare ai ragazzi più giovani? Credete ci sia ancora margine di miglioramento?

R: La squadra è composta da un buon gruppo di giocatori, tutti caratterizzati da una mentalità positiva e dalla voglia di vincere. Credo che i giovani abbiano buone possibilità di rendere realtà i propri sogni, a patto che continuino sempre a credere nei propri mezzi e a lavorare duro.

B: Penso che la nostra squadra, anche per i recenti cambi di roster, sia ancora alla ricerca della formula perfetta. L’unica soluzione per il momento, è continuare a lavorare duro per sviluppare una forte sinergia, ma credo che prima o poi riusciremo ad avere ciò che ricerchiamo. Per quanto riguarda i giovani, penso che siano veramente promettenti: Phantomles è già uno dei migliori midlaner in Italia, se non il migliore; Infinity ha dimostrato, nelle Finali di Lega Prima, di potersela giocare alla pari anche contro avversari come Beansu del Team Forge e Saddy sarebbe già uno dei migliori 3 Tiratori in Italia se la smettesse di intare ogni game. (ride) Ovviamente scherzo, un bacione a Saddy.

Quali pensate siano gli obbiettivi per EIC e l’edizione estiva del PG Nationals?

R: Il mio obiettivo è sempre quello di ottenere la posizione più alta possibile, ma preferisco pensare partita per partita dato che il mio stile di lavoro è così, quindi per ora la cosa importante è conquistare il maggior numero possibile di vittorie, settimana dopo settimana.

B: Beh, considerando che siamo arrivati sempre quarti in ogni torneo italiano dal nostro ritorno in scena, penso sarebbe una gran cosa riuscire ad interrompere questa maledizione, così come hanno appena fatto, nelle NA LCS, i ragazzi del Team Liquid. Realisticamente, tuttavia, penso che per i prossimi impegni arrivare alla fase in lan (top 4) possa essere un obbiettivo ragionevole per noi.

Un’ultima domanda per Bar: dopo i primi otto mesi passati a lavorare all’interno della scena eSportiva di LoL del Belpaese, quali sono i tuoi pensieri e le tue impressioni riguardo questo particolare aspetto dell’Italia?

B: Prima di entrare a far parte della community italiana, conoscevo solamente il Team Forge per la loro squadra di CounterStrike. Da quel momento ho acquisito sempre più informazioni riguardo le diverse squadre e la loro storia, e sono arrivato alla conclusione che, sebbene quella Italiana non sia la regione più talentuosa in Europa, non è nemmeno la peggiore e quindi potrebbe essere un’interessante rampa di lancio per giocatori e coaching staff. Penso ci sia molto spazio di crescita per il circus, in termini di sponsor, investimenti e in generale di coinvolgimento da parte dei giocatori. Penso che uno dei principali problemi in Italia sia la scarsità, nel numero, di giocatori veramente di qualità cristallina, e questo rende i soliti 2-3 team avvantaggiati rispetto agli altri, danneggiando il livello generale e lo spettacolo che un torneo può offrire. Perfino per questi 2-3 team la situazione si ritorce contro, poiché non avranno modo di migliorarsi affrontando sempre squadre più deboli e, una volta passati a livello europeo, spesso trovano difficoltà, più o meno come succede, ogni anno, alle squadre occidentali quando si presentano ai Mondiali. La mia speranza è quella che, in futuro, sempre più giocatori e organizzazioni entrino a far parte della scena italiana, e venga creato un ambiente che favorisca la crescita di giovani stelle. Ci vorrà sicuramente del tempo, ma sono certo che presto o tardi succederà.

Grazie mille a Rebuffo e Bar, e in bocca al lupo per le prossime partite!

Il piacere è tutto nostro! #WeAreDevils

 

 

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